Jovanotti tra kolossal e cartoons: trionfa con uno show “per bambini di ogni età”

È partito da Ancona, in uno stadio del Conero sold out, il “Lorenzo negli stadi 2015”. Quasi 30 canzoni, visual spettacolari e curatissimi, continui cambi di costume con un Jovanotti che non si risparmia per quasi due ore e mezzo. Dopo la data zero si riparte il 25 giugno con il primo dei tre show consecutivi a San Siro.
Uno spettacolo che travolge, con una produzione imponente degna dei migliori show delle star internazionali. Ma anche un concerto che stupisce e affascina con (apparente) semplicità unendo più generazioni in un immaginario che attinge dalla fantascienza ma soprattutto dal mondo dei cartoni animati.

C_4_foto_1350123_imageLorenzo voleva fare uno spettacolo per “bambini di ogni età, dai 4 ai 99 anni”: obiettivo centratissimo. Uno show con più livelli di fruizione, che permette di lasciarsi andare solo alla musica così come di farsi coinvolgere dai curatissimi visual, in alcuni casi cartoons, in altri videoclip con ospiti come Fiorello, Carlo Conti e Ornella Muti. E con un palco solo all’apparenza minimale, pensato apposta per permettere a Jova di esprimere tutta la propria esuberanza fisica con il maggior contatto possibile con il pubblico: di fatto tutto passerella, da quella principale su cui è posta la band, alla seconda che si protende per quasi tutto il prato dello stadio in larghezza. A fare la differenza è l’enorme schermo a forma di saetta che fa da fondale. Da quello si proietta tutto, dalle riprese del live ai visual agli effetti luci e laser che spesso vanno a comporre architetture virtuali in 3D.
L’avvio è più da cinema all’aperto che da concerto, con quasi cinque minuti di cortometraggio dove un Lorenzo che cucina hamburger bisunti in un fast food di un futuro stile “Blade Runner”, viene invitato da una Ornella Muti versione ologramma a tornare nel passato. Il Jova del 2184 mette nel lettore un bluray del concerto di Ancona 2015 e lo spettacolo dallo schermo si accende sul palco. Avere un nuovo album con 32 pezzi conta poco quando si ha nel taschino un attacco killer come “Penso positivo”. I 30mila dello stadio del Conero vengono subito scossi da una versione travolgente di un brano che non patisce per nulla i 21 anni di età. Prima di “Tutto accesso” sullo schermo Fiorello in versione Don King, con pettinatura afro, sprona il pubblico, ma in realtà non ce n’è bisogno. “Attaccami la spina” picchia duro con un finale tutto batteria e percussioni con il suono effettato in tempo reale da Lorenzo con un pad, grazie a una delle innovazioni tecnologiche di questo tour. “L’alba” fa tirare il fiato mentre con “La scintilla” le atmosfere si fanno cupe. Solo la calma prima della tempesta, perché “Sabato” fa ballare ma all’attacco de “Il più grande spettacolo dopo il big bang” è come se lo stadio esplodesse di entusiasmo.
Se i brani da “Lorenzo 2015 cc” sembrano presi con il contagocce è solo perché le proporzioni sono falsate dalla lunghezza dello spettacolo e dell’album: alla fine i pezzi nuovi saranno 7 su 29 e spiccioli (visto la presenza anche di un mini medley). “Bella” è una ventata di aria fresca, l’infilata “Stella cometa”, “Ora” e “Fango” abbassa un po’ il ritmo e mostra il lato più complesso di Lorenzo. Perché il concerto è una festa ma dove si cerca di far muovere insieme gambe e cervello. “L’ombelico del mondo” permette alla band di dispiegare tutta la propria potenza di fuoco: c’è un momento di gloria per tutti, dal basso di Saturnino alla sezione fiati. Per batteria e percussioni ca va sans dire. Nel frattempo Lorenzo ha cambiato abito per la quarta volta, sfoggiato turbante e gonnellino. Perfettamente in linea con un gruppo il cui stile è una coloratissima anarchia, dall’indiano al samurai orientale passando per gli abiti di taglio elegante in stile big band anni 50. C’è tanta Africa e tanto Sudamerica nei ritmi e nelle sonorità con cui i pezzi sono stati riarrangiati, ma questi convivono con suoni elettronici, beat e synth che in alcuni casi (come in “Non mi annoio”) asciugano rispetto alle versioni originali.
Parentesi estiva, con “L’estate addosso”, fresco nuovo singolo, ed “Estate”, con atmosfere caraibiche e tutto il pubblico a cantare. Intanto sullo schermo passa un cartone della serie Adventure Time realizzato apposta per il tour, con tanto di Lorenzo inserito tra i personaggi. Se “Le tasche piene di sassi” vince a mani basse all’applausometro, “Serenata rap” va sul podio del brano più stravolto nel mood. Il rap resta nelle rime di Jova, ma l’arrangiamento è meno asciutto, con tastiere e piano in maggiore evidenza rispetto all’originale.
Difficile trovare oggi in Italia altri artisti con l’ampiezza di gamma stilistica di Lorenzo. La possibilità di passare dal rap all’elettronica europea, dalla salsa alla ballata pianistica romantica, rimanendo sempre credibile e coerente con se stesso è plasticamente dimostrata dallo show. Così “Tensione evolutiva” si dà il cambio con “Mezzogiorno” che lascia il posto a “Ragazzo fortunato” per il finale del set. Mondi opposti, atmosfere e sonorità diversissime che pure vanno a braccetto e non stridono tra di loro ma si completano. I bis sono studiati con un perfetto crescendo: abbassa la temperatura con la romantica “A te”, la ballad “Gli immortali” cantata in mezzo al pubblico, dispiega la rampa di lancio su cui far decollare lo scatenato epilogo di “Ti porto via con me”, con tanto di mantellina da supereroe indosso. Perché per reggere uno spettacolo così, un po’ di super poteri bisogna averli.

Jovanotti tra kolossal e cartoons: trionfa con uno show “per bambini di ogni età”ultima modifica: 2015-06-21T18:44:44+00:00da giorgio6614
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