Daniel Craig recita nella serie tv “Purity”: addio a 007?

Daniel Craig sveste i panni di James Bond per recitare in “Purity”, una nuova serie tv americana, tratta dall’omonimo romanzo di Jonathan Franzen. Il telefilm terrà impegnato l’attore a lungo negli Stati Uniti e per la stampa inglese potrebbe segnare il definitivo addio alla saga di 007, dopo le critiche pubbliche rivolte da Craig al suo personaggio in occasione del lancio di “Spectre”.

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Lo scorso settembre, in un’intervista rilasciata al magazine “Esquire”, Daniel Craig aveva definito James Bond “misogino e sessista”, rinnegando di fatto il personaggio che ha interpretato dal 2006 a oggi per quattro film. Il suo malcontento però è derivato anche dai numerosi incidenti e infortuni che la star ha dovuto affrontare negli anni durante i diversi capitoli della saga di cui è stato protagonista. Ora il nuovo impegno potrebbe segnare l’addio definitivo alla spia uscita dalla penna di Ian Fleming.
“Purity” è la storia di una ragazza (Purity, appunto), che dopo una adolescenza difficile e il college si lancia alla ricerca di un lavoro che la porterà a viaggiare da Oakland a Denver, passando per la Bolivia. Un viaggio che la porterà a incontrare diversi personaggi.
La serie, scritta dallo stesso Franzen e da Todd Field, sarà prodotta dal premio Oscar Scott Rudin, trionfatore all’Academy con “Non è un Paese per Vecchi” e “Il Petroliere” e produttore di “Steve Jobs” e i due “Zoolander”. L’idea è realizzare 20 episodi, anche se al momento non c’è ancora un network che abbia comprato i diritti di trasmissione.

Grammy: premiati Swift, Sheeran e Lamar. Miglior album a Bruno Mars e Mark Ronson

La gara è importante, ma ai Grammy Awards conta soprattutto lo spettacolo, e nella 58/a edizione, andata in scena ieri sera allo Staples Center di Los Angeles, non è certo mancato.
Duetti originali, tributi emozionanti, performance eccezionali, polemiche, messaggi politici e, per quanto riguarda i premi, una distribuzione equalitaria, che ha visto accontentati tutti i grandi protagonisti.

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Kendrick Lamar, arrivato con undici nomination, ha vinto cinque grammofoni, sbancando in quasi tutte le categorie Rap con il suo album «To Pimp a Butterfly». Ed Sheeran ha vinto il premio per la migliore canzone, con «Thinking Out Loud», Taylor Swift quello per il migliore album dell’anno, con «1989», diventando l’unica donna ad avere vinto due volte in questa categoria. A Mark Ronson e Bruno Mars il premio più ambito, quello per il migliore disco dell’anno, andato al loro «Uptown Funk».

Tra gli altri trionfatori dei Grammy Awards, Meghan Trainor, che ha vinto il grammofono d’oro come migliore artista emergente. Il grammofono per il best pop duo è andato invece a Bruno Mars e Mark Ronson per «Uptown Funk». Il premio per il Migliore disco da discoteca è andato a Justin Bibier, Skrillex e Duplo per «Where Are You Now». I due dj che accompagnano Bibier hanno anche vinto per il migliore album dance/elettronico. Migliore performance Rock è stata giudicata quella degli Alabama Shakes, con «Don’t Wanna Fight», che ha vinto anche come migliore canzone rock.

Sono stati i Muse, invece, a vincere per il migliore album rock, con «Drones». Una serata cominciata con la voce di Taylor Swift, e proseguita all’insegna dei tributi. Toccanti le performance di Lionel Richie, protagonista di un medley con le sue canzoni più famose «Love Oh Love» e «All Night Long». La sua esibizione è stata anticipata da un tributo a più voci, quelle di Demi Lovato, John Legend, Luke Bryan, Meghan Trainor e Tyrese, e da quello inevitabile a Glenn Frey, compianto leader degli Eagles. I suoi compagni hanno cantato, ottenendo una standing ovation, il loro cavallo di battaglia «Take It Easy».

Il gruppo è stato preceduto da Stevie Wonder, che ha auspicato un mondo dove «tutto sia accessibile a tutti i disabili». E mentre Rihanna, per un presunto malessere, cancellava la sua perfomance a pochi minuti dall’entrata in scena, è arrivato il tributo più atteso, quello di Lady Gaga, incaricata dalla Record Academy di ricordare David Bowie. Che la cantante avesse a cuore la faccenda lo si era capito l’altro giorno, quando si è fatta tatuare sul corpo la faccia di Bowie. E infatti non ha deluso, anzi. La nuova regina del pop si è esibita in un mix indimenticabile delle canzoni di Bowie, e in una atmosfera psichedelica ha interpretato a modo suo «Space Oddity», «Changes», «Ziggy Stardust», «Suffragette», «Rebel Rebel», «Fashion», «Fame», «Let’s Dance», «Heroes». Sicuramente il momento più spettacolare di tutta la cerimonia.

Onorato anche BB King (scomparso anche lui l’anno scorso), da un trio d’eccezione formato da Chris Stapleton, Gary Clark Jr e Bonnie Raitt. Un ricordo è andato anche a Michael Jackson, che 35 anni fa vinceva il suo primo Grammy. Sul palco si è esibito anche Kendrick Lamar, che ha regalato una performance molto polemica e politica centrata sui problemi degli afroamericani, presentandosi con le canzoni «All Right» e «Blacker The Berry» vestito da galeotto in catene. E poi Kerry Underwood e Sam Hunt, Andra Day e Ellie Goulding, in un soave duetto, Adele, la cui performance è stata rovinata da problemi tecnici, Justin Bibier, in coppia con i dj Skrillex e Diplo. Spazio anche per una performance molto rock della band di Johnny Depp, Joe Perry e Alice Cooper, gli Hollywood Vampires. E poi Beyonce, Pitbull e tanti altri, per quella che giustamente viene considerata la serata della musica per eccellenza.

Non è mancata anche una polemica. Taylor Swift, al momento di accettare il premio per il migliore album, ha lanciato una frecciata a Kanye West: «Come prima donna ad avere vinto l’album dell’anno per due volte, ho un messaggio per tutte le giovani. Ci sarà gente che vorrà appropriarsi del vostro successo, ostacolarvi, prendere il merito di cose che fate voi o della vostra fama. Concentratevi sul lavoro, non lasciate vincere questa gente. Un giorno, quando sarete arrivate dove volete, vi guarderete intorno e vedrete che le persone che contano sono le altre». Una chiara frecciata al rapper, che ha scritto in una sua canzone ‘sento che io e Taylor potremmo ancora fare sesso. Ho reso quella puttana famosa«. La risposta della Taylor è arrivata in mondovisione, mentre teneva il grammofono d’oro dei record in mano.