Adele, il suo “25” conquista il Disco di Diamante negli Usa

Il Disco di Diamante è un riconoscimento delle vendite che può vantare solo un élite di artisti. Fino a ieri erano 77 i dischi che avevano venduto oltre 10 milioni di copie. Negli ultimi tempi non succede quasi mai, visto che è già difficile vendere un milione di copie (“Disco di Platino”). Adele frantuma un altro record con il suo “25” conquistando questo traguardo e bissando così il successo del suo secondo album “21” che già raggiunse l’obiettivo.

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L’ultimo album che è stato “Disco di Diamante è Nelly con “Country grammar”, che risale al 2000 ma ha impiegato 16 anni per avere la certificazione del numero di copie. Secondo i dati della RIAA “25” ha raggiunto questo risultato lo scorso 22 settembre, in poco meno di 10 mesi. Il suo precedente disco del 2011 impiegò quasi due anni per raggiungere le 10 milioni di copie. Il riconoscimento è stato consegnato ad Adele al Madison Square Garden, dove si è esibita per sei sere consecutive.

Adele ha paura di ammalarsi, un medico analizza la salute del suo staff durante il tour

Ad agosto Adele è stata costretta ad annullare un concerto a Phoenix, in Arizona, dopo aver preso l’influenza.

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La cantante di “Hello” è così preoccupata al pensiero di ammalarsi, che ha ingaggiato un medico che valuti la salute del suo team con cui è in tour una volta alla settimana: a chi è in buona salute viene dato un badge e può parlare e interagire con la star, altrimenti viene messo in “quarantena”.
Ad agosto con la voce rauca e gli occhi segnati Adele aveva condiviso su Instagram un filmato con le sue scuse per aver dovuto cancellare lo show: “Mi dispiace tantissimo, ma ho dovuto annullare il concerto di questa sera a Phoenix in Arizona” aveva detto con voce flebile dopo essere stata costretta a letto. L’esibizione è stata posticipata al 21 novembre.

Venezia 73: Michelle Hunziker: “Donne, basta subire violenze”

Michelle Hunziker a Venezia parla di abusi e violenze ai danni delle donne e calca il red carpet del 73mo Festival come attrice in “L’amore che vorrei”, corto diretto da Gabriele Pignotta, interpretato anche da Michela Andreozzi, Claudia Potenza, Mia Benedetta, Giulia Elettra Gorietti. Cinque storie di donne che confrontano il loro desiderio di rapporti basati sul rispetto e l’amore, con la loro dura vita reale.

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“Non c’è motivo per subire delle violenze. Anche quando sei molto innamorata, tutto quello che ci raccontiamo ogni giorno noi donne per giustificare un partner violento, è sbagliato. L’amore è bello ed ègioioso”. Così la showgirl ribadisce al Lido il leit motiv della nuova campagna sociale, promossa dall’associazione Doppia Difesa, di cui fa parte con Giulia Bongiorno, contro la violenza sulle donne: “La violenza psicologica è la prima vera barriera, che una volta oltrepassata, può portare a qualsiasi cosa, compreso il femminicidio. Lavorando alla base, magari riusciamo ad estirpare culturalmente la radice di questo dramma. Come ha spiegato Giulia, gli ematomi possono essere sul corpo ma anche sul cuore e non se ne vanno”.
A Venezia intanto oggi è la giornata di Kim Rossi Stuart con “Tommaso (fuori concorso) un racconto ironico e onirico con molti spunti autobiografici sul rapporto di un giovane divo egocentrico con le donne. Con Rossi Stuart anche Camilla Diana, Jasmine Trinca, Cristiana Capotondi. Ma ci sono anche il thriller romantico/ horror/ distopico tra cannibalismo, amore e violenza THE BAD BATCH di Ana Lily Amirpour, con Suki Waterhouse, Jason Momoa, Keanu Reeves, Jim Carrey, in gara con il francese UNE VIE di Ste’phane Brizè tratto dal romanzo di Guy de Maupassant, su Jeanne, ragazza sognatrice e poco esperta che nella Normandia del 1819 si ritrova in un matrimonio sbagliato.
Fuori concorso invece il documentario di Francesco Munzi sugli anni della contestazione studentesca e operaia (1967-1977), ASSALTO AL CIELO.
A Venezia Classici troviamo ‘ACQUA E ZUCCHERO, CARLO DI PALMA, I COLORI DELLA VITA’, il documentario di Fariborz Kamkari sul regista e grande direttore della fotografia per tanti maestri del cinema, italiani e stranieri, da Antonioni a Woody Allen. Un vero e proprio percorso all’interno del cinema italiano, attraverso più di cento film ai quali ha collaborato: dal neorealismo di Visconti, De Sica, Germi, ai capolavori che hanno segnato la storia della cinematografia mondiale come Il deserto rosso e Blow-Up di Antonioni, alla lunga collaborazione con Woody Allen.

Freddie Mercury avrebbe compiuto oggi 70 anni

Il 5 settembre avrebbe compiuto 70 anni lo storico frontman dei Queen, Freddie Mercury. Morto nel novembre 1991 per una grave broncopolmonite causata dall’Aids, l’esuberante artista è entrato nella storia del pop rock per la sua straordinaria voce e la presenza scenica. Teatrale, sensuale, carismatico, unico: siamo ancora in attesa del suo erede, che sembra non arrivare mai, perché Freddie era ed è ineguagliabile.

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Solo pochi giorni fa, il primo settembre, il chitarrista dei Queen, Brian May, ha svelato una targa di fronte alla casa d’infanzia di Freddie Mercury a Londra, dove il cantante viveva ancora con i propri genitori quando ha incontrato lo stesso May e quello che sarebbe stato il batterista del gruppo, Roger Taylor: “Eravamo ragazzi e abbiamo conquistato il mondo: uno dei nostri sogni più folli e il motivo per cui sono qui oggi”. Il chitarrista ha ricordato che “Freddie era una ragazzo timido e imbarazzato che viveva ancora con la mamma, spesso dormiva sui pavimenti per sentirsi vicino alle persone che aveva lasciato”.
Nel 2008 Rolling Stone lo mise al 18esimo posto nella classifica dei migliori cento cantanti di tutti i tempi. Solo un anno dopo Classic Rock gli ha regalato il primo posto tra le voci rock migliori di sempre. “Posso vedere il suo sorrisetto maligno: ha sempre avuto questa sensazione di essere una leggenda, ci scherzava sopra, e alla fine è successo. Stava progettando di lasciare qualcosa di grande al mondo”, ha ricordato ancora May.