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Pierfrancesco Favino, prima di Sanremo il teatro in solitudine

È un amore di lunga data quello che lega Pierfrancesco Favino, tra i nostri attori più eclettici e più apprezzati anche all’estero, al testo di Bernard-Marie Koltès La notte poco prima delle foreste. Un flusso che scorre vertiginoso per indagare sui temi dell’identità, della solitudine e del senso di estraneità a cui Favino – che a febbraio vedremo al cinema nel film corale di Gabriele Muccino A casa tutti bene – torna ad abbandonarsi dopo averlo messo in scena diverse volte nel corso degli anni.

Pierfrancesco-Favino

Favino, cosa la folgorò di questo testo?
Le immagini e le emozioni che suscita leggendolo e, ancor di più, provando a dargli voce. Il racconto inizia con uno straniero che ferma, nella pioggia, un ragazzo, ma racconta di noi. Koltès è un prestigiatore capace di far apparire immagini.

Parlare di stranieri diventa sempre più importante…
In realtà Koltès parla di stranieri per parlare dell’essere diversi, il che non ha solo a che fare con la carta di identità o con l’origine, anche se questi elementi possono acuire la sensazione di estraneità, ma con il desiderio di essere accettati da un parte e di sentirsi unici dall’altra. Lo spettacolo oscilla tra queste due emozioni che ciascuno di noi ha sperimentato.

Da quando lo ha messo in scena la prima volta come è cambiato?
A 15 anni di distanza da allora si è solo spogliato di alcuni orpelli per risuonare più forte. Io sento che il tema che oggi assume un significato più grande è il lavoro, la necessità di averlo e magari di spostarsi per trovarlo, ma il bisogno di quest’uomo tocca una corda diversa per ciascuno spettatore e in ogni epoca trova la sua attualità.

Come vive il teatro in questa fase della sua carriera?
Mi appartiene e ci torno sempre come sul luogo del delitto. Mi manca se non lo faccio, quando lo faccio mi strema ma mi dà grande piacere.

La vedremo presto al cinema nel film di Gabriele Muccino. Vi siete ritrovati dopo qualche anno, cosa è cambiato?
Sul set di A casa tutti bene c’è stata un’atmosfera unica, eravamo tutti un po’ cambiati, più adulti, ma con lo stesso entusiasmo e calore dei film precedenti.

Tornerà a impegnarsi anche come produttore?
Sì, stiamo preparando il terzo film di Claudio Noce, è una storia vera bellissima che mi avevano proposto come attore e che ho deciso di produrre. Ci reciterò, ma in un piccolo ruolo.

Pierfrancesco Favino, prima di Sanremo il teatro in solitudineultima modifica: 2018-01-14T17:56:38+01:00da giorgio6614
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